Storia e Regole del Polo
Le origini
Dalla Persia il Polo si diffonde in Arabia e Tibet. È qui che prende il nome di “pulu” che significa “radice” forse in riferimento all’albero (salice) dal quale si estraeva il materiale per realizzare la palla. In seguito si diffonde in Cina e Giappone dove riscuote un enorme successo. Come in Persia, il Polo diventa lo sport d’elite. Pittori, incisori, miniaturisti , scultori, scrittori e poeti sono ispirati da questa nuova pratica sportiva. Come la Grecia, anche l’Egitto non riesce a sfuggire alla magia del Polo.
L’autore arabo Nakrisi spiega, nella sua opera “Descrizione del Cairo e dell’Egitto”, come il nobile sport del Polo affondò le sue radici nell’Egitto dei sultani subito dopo la conquista del paese da parte delle famiglie potenti musulmane, in particolare grazie a El Nacer. Costui era particolarmente interessato a tutte le attività in cui venivano impegnati i cavalli, come ad esempio l’allevamento e gli sport equestri in generale. Agli inizi del 13° secolo, Genghis Khan, il fondatore dell’impero mongolo, conquistò l’Iran e si insediò in Afghanistan. Egli riportò non solo glorie e fortune dalla sua campagna in Asia, ma anche il gioco del Polo e incoraggiò i suoi migliori guerrieri a praticarlo assiduamente. Narra la leggenda che, circa un secolo e mezzo dopo, il suo erede e successore Tamerlan, vincitore dell’“Orda d’oro”, ordinò ai suoi cavalieri di giocare a Polo con le teste dei loro nemici.
L'ovest scopre il Polo
“Dobbiamo imparare questo gioco” esclamò Joseph Sherer, che è stato considerato il padre del Polo britannico. Joseph Sherer era luogotenente nell’esercito del Bengala quando partecipò ad un torneo di Polo per la prima volta. Fu così il suo impeto che lo portò a costituire il primo Polo Club nel 1859 a Silchar. Il nuovo sport si diffonde rapidamente in tutti i reggimenti inglesi situati in India. Qualche anno più tardi, nel 1863, sempre sotto l’egidia di Sherer, viene creato l’importante Calcutta Polo Club. L’anno seguente condusse la squadra “the Band of Brothers” da Silchar a Calcutta, questo implicò un viaggio di due interi giorni. Da allora, il gioco si diffuse rapidamente. La prima gara di Polo in Europa si svolse nel 1869 a Hounslow Heath, Middlesex, Inghilterra. Le squadre erano composte da otto cavalieri, praticamente senza regole e il gioco durava circa novanta minuti, divisi in soli due tempi. Nel 1875, venne fondata L’Associazione Hurlingham Polo che iniziò a codificare il gioco, ma fu solo nel 1883 che il numero di giocatori venne ridotto a cinque e successivamente a quattro. Nel 1888 venne introdotto il sistema di “handicap” per bilanciare due squadre di diverso livello. Grazie al suo successo il gioco si diffuse rapidamente negli altri continenti a partire da quelli appartenenti all’Impero Britannico: Nuova Zelanda, Sud Africa, Australia, Gibilterra e l’Isola di Malta. Negli Stati Uniti la prima partita venne giocata alla fine del 1876 all’ Accademia Dickels Riding. Nel 1877 venne fondato il primo Polo Club Nordamericano, il Wetchester Polo Club. La prima partita internazionale, la “Wetchester Cup” venne disputata nel 1886 a Rhole Island. La Gran Bretagna giocò contro gli Stati Uniti con la vittoria della squadra britannica degli Hurlingham. La popolarità di questo nuovo sport si espanse in Sud America. In Argentina, dove fu accolto con grande entusiasmo nei ranch isolati nel cuore della pampas, il Polo venne considerato un gioco emozionante per i proprietari e i loro gauchos. Fu così che i migliori cavalieri del mondo iniziarono la formazione limitata, mezza selvaggia, dura, movimentata dei cavalli da Polo. Da allora le navi iniziarono a partire per l’Europa cariche di cavalli di razza “criollo” considerati tutt’oggi i migliori pony da Polo al mondo. Oggi in Argentina il Polo viene considerato lo sport nazionale, e vanta i migliori giocatori al mondo a livello professionistico.
Le regole
Il Polo è giocato da due squadre di quattro giocatori ciascuna, cavalieri o amazzoni (cavalieri maschi o femmine), arbitrato da due giudici a cavallo e un terzo, giudice di linea, nominato “referee”, posizionato a bordo campo. I giocatori sono classificati in base al proprio “handicap”, calcolato in base a dei criteri propri di ciascuna federazione nazionale. Il campo ha una lunghezza di 275 mt. e una larghezza di 138 mt. Le porte, larghe 8 mt., sono composte da due pali alti tre metri. Ovviamente l’obbiettivo del gioco è segnare il maggior numero di goals. Il goal è ritenuto valido ogni volta che il cavallo la spinge tra i pali della porta.
Per equità le squadre cambiano lato del campo da gioco ogni volta che viene segnato un goal.
Il gioco è suddiviso in “chukkers”o matchs da sette minuti con intervalli dai tre ai cinque minuti tra ognuno. Il numero dei chukkers (da 4 a 8) viene stabilito prima di ogni partita. L’inizio e la fine di ogni partita è segnato dal suono di una campana o di un corno. Alla fine del gioco se il risultato è nullo, la partita continua fino a che una delle squadre segna un goal. Tutte le regole sono state concepite per preservare al massimo la sicurezza sia dei giocatori che dei cavalli e sono infatti molto rigide. I falli sono severamente puniti assegnando il tiro alla squadra avversaria nello stesso punto dove l’infrazione è stata commessa. Dopo essere stata lanciata, la palla traccia una linea immaginaria che i giocatori non possono attraversare. Solo il giocatore che ha appena lanciato la palla e chi sta seguendo la sua linea è in possesso della palla. Di conseguenza ha il diritto di precedenza sugli altri giocatori.
E’ altrettanto proibito rischiare di far cadere o far inciampare un cavallo. Tentare di prendere il possesso della palla passando il bastone sotto il collo di fronte alle gambe del cavallo è un’altra azione severamente proibita. Allo stesso modo non è consentito agganciare il bastone di un avversario mentre il suo braccio è sopra la sua spalla o mentre non è nell’azione di lanciare la palla. Fare lo zig-zag di fronte ad un avversario è proibito.
Esclusi gli inevitabili contatti con l’avversario tutte le azioni che non rispettano lo spirito sportivo del gioco, i marcaggi brutali, le scorrettezze e le intimidazioni sono bandite e costituiscono una violazione delle regole.
Le regole di questo sport sono molto simili a quelle del football, con una sola grande differenza: nel Polo non esiste il fuori gioco. Un giocatore smontato da cavallo non può rientrare in gioco.
Un giocatore può ricevere un aiuto esterno durante una partita per: cambiare cavallo, cambiare bastone o i finimenti del cavallo, ma tutto questo deve essere fatto senza interrompere il gioco.















































